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Sull’onda della corrugated experience

Da materiale povero per eccellenza a materia di progetto: leggero, riciclabile e versatile, il cartone ondulato — tra fibre selezionate, strutture alveolari, tinte in pasta, stampa e nobilitazioni sempre più raffinate — è oggi protagonista di packaging di alta gamma, retail, allestimenti e interior decor di pregio.

A servizio di progettisti grafici, designer e brand, il cartone ondulato rappresenta sempre più un linguaggio espressivo autonomo, richiesto dove ci si aspetterebbe di trovare materiali più raffinati: vetrine, boutique, showroom, stand fieristici, allestimenti per eventi, packaging di alta gamma e persino arredo d’interni. I fattori che ne determinano il successo sono una gamma di supporti più ricca di un tempo, tecnologie di stampa in grado di offrire un’ampia varietà di nobilitazioni, e una domanda di mercato che chiede una circolarità comprovata.

La disponibilità di varietà oltre l’onda classica

Parlare oggi di cartone ondulato al singolare è riduttivo. La variabile più nota è l’altezza dell’onda: dalle onde B e C, pensate per resistenza e ammortizzazione, si è passati alle microonde E e F e alle nano-onde N, sottili come cartoncino ma con la rigidità strutturale che consente cordonature precise, fustelle complesse e superfici di stampa di qualità. Le doppie e triple onde aprono al grande formato espositivo e strutturale. Accanto all’ondulato tradizionale si è affermato il cartone alveolare, o nido d’ape: pannelli con anima cellulare in carta racchiusa tra due liner, con un rapporto rigidità-peso straordinario. Marchi come Re-board e Xanita — quest’ultima con anima in kraft riciclato e fibra di canna da zucchero — sono ormai standard per allestimenti, totem, arredi temporanei e strutture autoportanti, decorabili con stampa diretta e sagomabili con plotter da taglio.

Nella definizione della qualità del cartone conta anche il liner, cioè la copertina esterna: le patinate con elevato punto di bianco offrono massima resa cromatica, mentre le carte riciclate, avana o kraft danno un carattere materico ricercato, oggi molto richiesto proprio nel segmento premium, che ha imparato ad amare l’estetica volutamente naturale.

C’è poi tutto il capitolo della materia colorata. Il cartone tinto in pasta, in cui copertine e onda offrono la stessa nuance — nero pieno, avana, colori saturi — presentano dettagli come bordi cromaticamente coerenti, particolari che fanno la differenza in un packaging di pregio, dove il taglio a vista non deve mai lasciare intravvedere un’anima grigia. A questo si aggiungono i supporti rivestiti e accoppiati, in cui un’onda strutturale viene nobilitata con un liner stampato in offset a elevata qualità o con carte speciali, materiche e tattili, che offrono alla superficie del cartone una finitura da guardare e da toccare. La combinazione tra tipo di onda, grammatura dei liner e finitura offrono di fatto una scelta di colori ed effetti pressoché illimitata, che il progettista può calibrare in funzione di resistenza, tattilità e resa di stampa.

Vanish Multi-Power Tabs, Marks, NL. Foto courtesy of Pentawards
Vanish Multi-Power Tabs, Marks, NL. Foto courtesy of Pentawards

Stampare, abbellire, trasformare

L’evoluzione creativa del cartone come materiale adatto a un’ampia varietà di applicazioni, va di pari passo con lo sviluppo delle tecnologie di stampa. La flexo di ultima generazione, con lastre HD e retini fini, ha portato la stampa diretta sull’ondulato a livelli di dettaglio impensabili fino a pochi anni fa. Ma è il digitale ad aver moltiplicato le possibilità produttive: i sistemi single-pass hanno reso economicamente sostenibili anche tirature brevi e personalizzazioni spinte con sistemi inkjet che stampano direttamente sull’ondulato preformato con inchiostri a base acqua e testine Thermal Inkjet. Sistemi in grado di offrire prestazioni in termini di velocità tali da portare la tecnologia digitale ai livelli di stampa industriale. Per quanto riguarda il packaging, in particolare il settore dell’e-commerce può avvalersi di sistemi all-in-one basati su tecnologia a getto di inchiostro che partono dal foglio di cartone per offrire in uscita la scatola stampata e formata, con grafiche e dimensioni anche diverse una dall’altra favorendo la diffusione della mass customization.

Per contro la stampa di grande formato offre oggi diverse opzioni con inchiostri che spaziano dall’inchiostro water based all’UV o UV LED, fino alle macchine Latex di ultima generazione, in grado di garantire alle applicazioni stampate requisiti di ecocompatibilità e prive di sostanze nocive. Per i pannelli rigidi e l’alveolare, i sistemi flatbed consentono la stampa diretta fronte-retro, mentre l’offset e i sistemi di stampa digitale a bobina sono il riferimento quando la copertina viene stampata a foglio e poi accoppiata all’onda.

Osmo, Pearlfisher. Foto courtesy of Pentawards
Osmo, Pearlfisher. Foto courtesy of Pentawards

Il vero salto di qualità, quello più recente, consiste nella nobilitazione. Verniciature UV a spessore e a effetto tattile, laminazioni soft-touch, rilievi e goffrature, effetti materici e la fustellatura — anche laser — per intagli e trafori di precisione: tutto ciò che rende prezioso un cartoncino oggi si applica all’ondulato, moltiplicando l’impatto percepito. La nobilitazione digitale ha conquistato anche i materiali rigidi di grande formato grazie a all’arrivo sul mercato di una serie di sistemi di stampa flatbed in grado di applicare vernici, bianco coprente, colori speciali, inchiostri fluo ed effetti tattili. Di recente sono stati lanciati veri e propri sistemi di nobilitazione che offrono un’ampia serie di abbellimenti che si ottengono senza cliché, rendendo economica anche la decorazione di tirature ridotte e di pezzi unici di materiali rigidi wide format. Il risultato rende il cartone un materiale che può essere insieme grezzo e sofisticato, anche se riciclato visivamente ricchissimo.

Lo stato dell’arte dal packaging all’interior decor

Nel packaging di lusso l’ondulato ha conquistato territori un tempo riservati al cartoncino teso. La microonda tinta in pasta è diventata la scelta d’elezione per e-commerce premium e cofanetti che devono resistere alla spedizione senza rinunciare a un unboxing experience coinvolgente per il consumatore e che valorizzi il brand. Cosmetica, wine&spirits, food gourmet e moda ricorrono a strutture in onda nobilitata proprio per unire protezione, leggerezza e racconto di marca.

Nel retail e negli allestimenti fieristici il cartone alveolare da tempo ha cambiato si è affermato come materiale d’elezione, oggi sempre più considerato grazie ai requisiti di riciclabilità. Espositori da terra, corner, pareti, totem e persino intere architetture di stand nascono oggi da pannelli honeycomb stampati e fustellati: si montano senza attrezzi, si trasportano a costi ridotti grazie al peso contenuto e si smaltiscono nel flusso della carta a fine evento. Sempre più spesso l’impiego creativo del cartone produce applicazioni che diventano protagonisti anche delle vetrine blasonate delle maison di moda.

Non stupisce che i grandi marchi ricorrano al cartone anche per pop-up store e temporary shop: architetture commerciali intere, scaffalature e sedute nascono da moduli in onda e alveolare che vivono lo spazio di una stagione e poi rientrano nel ciclo della carta, con costi logistici e ambientali difficilmente eguagliabili da legno o metallo.

Dwell Dripper for Verve Coffee Roasters, Zenpack, USA. Foto courtesy of Pentawards
Dwell Dripper for Verve Coffee Roasters, Zenpack, USA. Foto courtesy of Pentawards

 Per un settore, quello dell’exhibit, storicamente critico sul piano dello spreco, è una risposta sempre più concreta. Lo stesso vale per il mondo degli eventi, dove strutture e arredi in cartone permettono allestimenti d’impatto, temporanei e a basso impatto ambientale.

Sul fronte dell’interior decor, realtà come Lessmore, brand fondato dall’architetto Giorgio Caporaso, producono da anni sedute, librerie, tavoli e complementi in cartone riciclabile — spesso in dialogo con legno e altri materiali — pensati per hotel, spazi commerciali, vetrine e abitazioni. Componenti di design d’autore che fanno della leggerezza e della modularità un valore a riprova che il cartone può reggere l’uso quotidiano e ambire a durare, sfatando il pregiudizio del supporto usa e getta.

Il valore ambientale

Sul piano ambientale il cartone parte avvantaggiato: fibra rinnovabile e ampiamente riciclata, filiere di raccolta mature, riciclabilità nel circuito della carta. Ma il vantaggio reale va oltre il materiale in sé: la sfida per progettisti e brand nel cartone, così come per altri materiali votati alla comunicazione, al packaging e agli allestimenti, è il design for recycling. Scegliere nobilitazioni e lamine protettive compatibili con il riciclo, privilegiare inchiostri e vernici a base acqua, ridurre grammature e volumi di trasporto sfruttando la leggerezza è oggi possibile grazie alla possibilità di eseguire analisi precise di materiali e processi. C’è poi la leva della durata e del riuso: un espositore o un arredo modulare, smontabile e riconfigurabile, allunga il proprio ciclo di vita ben oltre il singolo utilizzo, spostando il valore dal semplice riciclo alla vera circolarità. Un’analisi LCA, che confronti l’intera vita del manufatto e non solo la fine, resta lo strumento più attendibile per misurare questi vantaggi. Certificazioni come FSC danno garanzie sull’origine delle fibre, ma è la coerenza dell’intero progetto a fare la differenza tra sostenibilità sostanziale e greenwashing.

In questo scenario il cartone si pone come una materia matura, che offre a chi progetta un equilibrio tra libertà espressiva, prestazioni tecniche e responsabilità ambientale, sfatando il mito del materiale povero.

A sinistra: Meyer Accent Series Packaging, Hong Kong. | a destra: Rollor Packaging, NL. Foto courtesy of Pentawards
A sinistra: Meyer Accent Series Packaging, Hong Kong. | a destra: Rollor Packaging, NL. Foto courtesy of Pentawards
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