Dal 8 al 10 maggio a Lambrate, quartiere a est di Milano, prende il via la prima edizione di Carta Canta, organizzata da AEdicola Lambrate dentro il calendario di Milano Civil Week 2026. Un festival diffuso che porta libri, riviste, parole e relazioni fuori dagli spazi canonici e li rimette in strada, tra via Conte Rosso e dintorni. Non un evento chiuso in una sede, ma un piccolo ecosistema urbano fatto di 26 appuntamenti, 9 spazi ospitanti e oltre 40 realtà editoriali coinvolte, tutti a partecipazione libera.
Carta Canta non si limita a celebrare il libro come oggetto culturale, ma lo restituisce a una dimensione quotidiana, di quartiere, di prossimità, creando un ponte tra chi scrive, chi pubblica e chi legge; l’iniziativa vuole contrastare la desertificazione culturale e riportare la carta dentro un tempo “a misura di persona”. È una dichiarazione d’intenti che spiega bene perché il festival trovi casa a Lambrate e perché AEdicola Lambrate, nata dalla riattivazione di un chiosco abbandonato, ne sia il motore naturale.
Anche PRINTlovers, che proprio da AEdicola Lambrate ha cominciato la distribuzione della rivista fuori dai consueti canali fieristici e di abbonamento, partecipa al festival: Venerdì 8 maggio, dalle 15.30 alle 17.00, alla Scuola Mohole, la caporedattrice Michela Pibiri cura “Di cosa parliamo quando parliamo di stampare cose?”, un confronto con studenti e studentesse dedicato a design, materiali e tecniche per le applicazioni di stampa. È un appuntamento che inserisce il linguaggio della stampa dentro il cuore del festival, non come specialismo per addetti ai lavori, ma come parte viva del modo in cui le idee prendono forma e circolano.
Sabato 9 maggio dalle 9 alle 19 PRINTlovers sarà presente anche al Marciapiede del Libro, la microfiera dell’editoria indipendente che animerà per tutta la giornata la Scuola Mohole e via Conte Rosso insieme a più di 40 realtà. Qui la carta esce davvero all’aperto, si lascia sfogliare, comprare, discutere, attraversare. E per una testata come PRINTlovers, che da sempre osserva il mondo stampato come spazio di progetto, cultura materiale e visione editoriale, è il contesto giusto.

Gli highlight, del resto, non mancano. L’apertura di venerdì 8 alle 18.30 mette insieme Valentina Ardia, Giorgio Terruzzi, Vittorio Graziani e Scomodo per il talk inaugurale, subito seguita dall’incontro con Riccardo Luna in dialogo con Paolo Iabichino. Sabato 9 il festival mostra bene la sua natura ibrida: accanto alla microfiera ci sono i laboratori per l’infanzia, il talk di ADEI sull’editoria indipendente in Italia, l’incontro con Pegah Moshir Pour, quello con Matteo Bussola, il confronto su lavoro e identità, fino a Papersong, che unisce presentazione e musica live, e alla performance teatrale Inter nos. Domenica 10 si riparte con Mario Calabresi, poi teatro di strada, un talk dedicato alla traduzione, il silent reading party Cartaclisma, l’incontro con Massimo Polidoro, una lettura collettiva e, in chiusura, il Poetry Jam.
Carta Canta è stato reso possibile anche grazie a una campagna su Rete del Dono. La raccolta fondi racconta il festival come un gesto di resistenza culturale e di riscrittura condivisa dello spazio urbano; sul sito risultano 200 donatori, segno che attorno ad AEdicola Lambrate si è già formata una comunità che riconosce valore a questo modo di fare cultura, insieme e in pubblico.
L’appuntamento è a Lambrate, dall’8 al 10 maggio, con base in AEdicola Lambrate, via Conte Rosso 9, e con eventi distribuiti anche tra Scuola Mohole (via privata Giovanni Ventura 5), Logotel (via privata Giovanni Ventura 15), Auditorium Bracco (via Egidio Folli 50), Pantera Studio (via privata Giovanni Ventura 3) e Lievito Creative Lab (via Conte Rosso 26). La partecipazione è libera, ma vale la pena consultare il calendario per scegliere bene i passaggi da non perdere.
Per vedere il programma completo: festivalcartacanta.it




