Di Giovanni Re | da PRINTlovers 104
Se c’è una cosa che ho vissuto sulla mia pelle, è la straordinaria trasformazione dell’oggetto promozionale, una rivoluzione che riflette non solo il cambiamento tecnologico ma anche quello culturale e sociale. Ho avuto il privilegio di osservare, dall’interno, questa evoluzione – dai tempi della serigrafia fino all’avvento delle tecnologie AI – un cammino che oggi rende ogni oggetto un simbolo di identità, unicità e connessione.
La personalizzazione dell’esperienza di personalizzazione
Durante un evento cui ho partecipato come relatore per parlare dell’artigianato digitale nel comparto moda ho voluto dare un’esperienza diretta di personalizzazione alla platea. Una volta descritte le tecnologie abilitanti come plotter da taglio, stampa e taglio, incisori, modellatori e stampanti 3D, stampanti UV, ho mostrato un’etichetta in pelle e subito dopo un QR-Code. Ho chiesto se desiderassero ricevere l’etichetta con il loro nome come gadget dell’evento: avevano un minuto di tempo per inviare i dati. Mentre si collegavano al form ho letto ad alta voce i nomi, notando un coinvolgimento crescente: uscendo dall’auditorium avrebbero trovato il loro gadget in fase di creazione. Simultaneamente un collega raccoglieva i dati dal file condiviso e con la funzione di dato variabile miscelava la grafica dell’evento con i singoli nomi, preparando il piano di lavoro del plotter UV con le etichette in pelle. Le persone in platea hanno potuto osservare incantate il proprio nome diventare atomo d’inchiostro evolvendosi dal bit con il quale era nato. Partecipare attivamente alla fase di ideazione e creazione del proprio personalissimo gadget ha lasciato un segno indelebile: è a questo che siamo chiamati a lavorare, usare il digitale per lasciare segni indelebili.
Un nuovo modo di vedere l’oggetto promozionale
Guardando indietro, mi rendo conto di quanto l’oggetto promozionale sia cambiato: da semplice gadget a simbolo di connessione, identità e sostenibilità. Oggi ogni oggetto racconta una storia, rispecchia una visione e, grazie alle tecnologie digitali e all’AI, si adatta alle esigenze di un mondo che vuole sentirsi unico e valorizzato. L’oggetto promozionale è diventato un ponte tra tecnologia e persona, uno strumento che ci permette di lasciare un’impronta in un mondo sempre più complesso, ma anche sempre più aperto all’unicità.
Gli anni ’80 | Gli esordi con la serigrafia
Negli anni ’80 gli oggetti promozionali sono semplici strumenti di marketing, standardizzati e prodotti in massa. Penne, calendari, portachiavi: sono questi gli oggetti con cui si cerca di trasmettere il valore di un brand. La serigrafia è la tecnica principe e non offre molte possibilità di personalizzazione. Le aziende puntano più sulla quantità che sulla qualità, ma gli oggetti sono comunque in grado di costruire relazioni durature tra il brand e il cliente, testimoni di una volontà sincera di lasciare un segno nella memoria delle persone. Tra gli oggetti più stampati, tantissimi posacenere che oggi sono scomparsi dai cataloghi, sostituiti da gadget in materiali riciclati che in quegli anni non avrebbero ricevuto nessun consenso.
*Giovanni Re è un creativo con il cuore nelle tecnologie digitali e la testa sempre piena di nuove idee. Con anni di esperienza nella stampa digitale e nella personalizzazione, ha fatto dell’innovazione il suo playground preferito. Engagement Specialist e Dimense Ambassador presso Roland DG Mid Europe, Giovanni ama condividere la sua passione attraverso corsi e seminari, ispirando le persone a dare vita ai loro progetti. Sempre pronto a sperimentare e a creare connessioni, porta con sé un’energia contagiosa e un sorriso che rende ogni sfida un’avventura. Per lui, la tecnologia è un ponte che unisce creatività e inclusione, trasformando sogni in realtà!
Gli anni ’90 | La globalizzazione e le prime forme di diversificazione
Negli anni ’90 la globalizzazione inizia a influenzare anche il mondo promozionale. Si diversificano le possibilità di produzione, nascono nuovi formati e materiali, e si cominciano a vedere gadget più moderni, come le prime chiavette USB. Il mercato richiede qualcosa di diverso, di più “smart”, e così mi sono trovato a testare tecniche nuove, come la stampa su tazze e magliette. In quel periodo dalla serigrafia mi ero spostato alla pre produzione grafica usando i nuovi software di grafica vettoriale che consentivano di spaziare creativamente per decorare gli oggetti promozionali che diventavano più accessibili e variegati, ed era evidente che stavamo solo iniziando a esplorare le possibilità della personalizzazione.
I primi anni 2000 | L’era del digitale
Con l’avvento della stampa digitale, i primi anni 2000 rappresentano una rivoluzione vera e propria. In questo periodo, le aziende non solo cercano visibilità, ma puntano anche a una connessione più autentica con il cliente. La stampa digitale su carta, tessuto e plastica apre finalmente la strada a un tipo di personalizzazione più immediata e visiva. È un periodo emozionante: per la prima volta è possibile creare in piccole tirature oggetti unici e a budget ridotti, rendendo la personalizzazione un obiettivo raggiungibile anche per le piccole imprese.
Gli anni 2010 | Dall’UV al Laser, verso una personalizzazione di qualità
Gli anni 2010 sono l’epoca d’oro per le tecnologie di stampa UV e il taglio laser e lavorando come formatore in Roland DG, questi strumenti mi hanno permesso di esplorare ulteriormente i limiti della personalizzazione. L’autoproduzione su scala ridotta è diventata una realtà, e poter stampare su superfici diverse – dai materiali rigidi a quelli flessibili – è stata una rivoluzione. Gli oggetti promozionali non erano più solo gadget, ma iniziavano a riflettere il carattere distintivo di un brand o di una persona. È stato anche l’inizio della spinta verso la sostenibilità: sempre più clienti richiedono prodotti realizzati con materiali riciclati e biodegradabili, un segno del cambiamento sociale e ambientale che stava avvenendo.
Anni 2020 e oltre | AI e il futuro della personalizzazione Ed eccoci ai giorni nostri, in un mondo in cui l’Intelligenza Artificiale e il software ha completamente trasformato il settore. L’AI permette di analizzare i gusti e le preferenze dei consumatori, consentendo di progettare oggetti promozionali non solo personalizzati ma estremamente rilevanti. La personalizzazione avanzata è ora a portata di mano di chiunque, anche grazie al design generativo, che permette di creare infinite varianti di un prodotto, ognuna unica e in grado di rispecchiare il carattere del destinatario. Ma non è tutto. Grazie alla prototipazione rapida e alla visualizzazione 3D in realtà aumentata, riusciamo a mostrare ai clienti come sarà l’oggetto finito, e i processi automatizzati ottimizzati rendono la produzione più efficiente e sostenibile. L’oggetto promozionale è diventato esperienza interattiva, capace di coinvolgere il cliente e creare una connessione autentica con il brand.



