venerdì, Febbraio 13, 2026
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Fa' l'etichetta giusta

Componente relativamente piccola del packaging, ma con un impatto comunicativo straordinario.

È una componente relativamente piccola del packaging, ma il suo impatto comunicativo è straordinario. È il principale veicolo di informazioni obbligatorie per la commercializzazione di un prodotto, ma è anche lo strumento di marketing per eccellenza.

Di Michela Pibiri e Caterina Pucci | su PRINTlovers 105

È proprio qui, nell’etichetta, che designer, fornitori e stampatori aprono il campo a una sperimentazione continua per attirare l’attenzione del pubblico e valorizzare l’identità del brand. Tuttavia, le etichette sono fondamentali anche in settori rigidamente regolamentati come il farmaceutico e nella logistica, dove servono per l’identificazione e la tracciabilità delle merci. Oltre al packaging, il mondo delle etichette si estende a molteplici applicazioni, dimostrando una versatilità che lo rende un settore in continuo fermento. L’innovazione è poi fortemente guidata dalla ricerca di soluzioni più sostenibili, e questo significa adottare un approccio sistemico, che consideri l’intero ciclo di vita del prodotto e coinvolga l’intera filiera, dai produttori di materiali ai brand owner. In queste pagine vi raccontiamo gli ultimi trend e una selezione di progetti di eccellenza nei principali settori applicativi delle etichette.

Wine & Spirits
Sappiamo bene che wine & spirits sono i terreni più fertili della ricerca nell’ambito delle etichette. È proprio in questo ambito che è più facile identificare e monitorare trend di design, stampa e nobilitazioni, che si rinnovano costantemente come collezioni di moda. Osservatori privilegiati per comprendere in che direzione sta andando il segmento sono i concorsi internazionali di packaging design, come, tra gli altri, il Vinitaly Design Award, specificamente dedicato al mondo del vino, distillati, birra e olio, e i Pentawards, che tra le proprie categorie dedica ampio spazio al beverage. Se nel settore degli spirits è più facile individuare soluzioni che si spingono oltre gli schemi anche nella forma della bottiglia e nelle chiusure, nel mondo del vino, storicamente più tradizionale e legato a stilemi consolidati, la partita si gioca ancora in larga misura sullo spazio dell’etichetta, spesso nella necessità di coniugare potenza comunicativa e sostenibilità economica.

Poco alcool, molto carattere
Uno dei trend in maggiore espansione negli ultimi anni è legato al fiorire di prodotti alcool-free o low alcool. Da un lato, le abitudini stanno cambiando: anche chi apprezza gli alcolici può cercare alternative in situazioni in cui è necessario mantenere la lucidità o ridurre il consumo dopo eccessi festivi. Dall’altro, si registra un’evoluzione generazionale: la Gen Z consuma in media il 20% di alcool in meno rispetto ai Millennial – dati Berenberg Research – i quali, a loro volta, bevono meno delle generazioni precedenti. Inoltre, la mixology e la ristorazione di alta gamma stanno rispondendo a un pubblico che sceglie di non bere per motivi culturali, di salute o di contesto, senza rinunciare al gusto. Il mercato è in piena espansione e anche l’Italia, che rispetto ai Paesi nordeuropei e agli USA aveva mostrato un approccio meno entusiasta all’idea di abbassare il tenore alcolico, comincia da qualche anno a presentare prodotti di qualità decisamente interessanti. E all’innovazione di prodotto, che sia un distillato analcolico o un vino low-alcool, segue l’innovazione del packaging, che tiene conto dei pubblici a cui si rivolge. Da un lato c’è la necessità di posizionarsi nel mondo Wine & Spirits con autorevolezza e riconoscibilità, per non confondersi con i soft drink, e pertanto di mantenere intatti gli stilemi della categoria per non infantilizzare il proprio pubblico. Dall’altro c’è la libertà di sperimentare e tracciare la via: un prodotto nuovo deve sempre costruire intorno a sé un intero ecosistema di comunicazione.

Oltre l’etichetta, ma anche oltre la bottiglia
Le soluzioni più interessanti, soprattutto nel mondo del vino così rigidamente codificato, prevedono la volontà di andare oltre il classico riquadro dell’etichetta. Non solo quindi fustellature ardite, ma anche sovrapposizioni di carte e materiali diversi per donare maggiore rilevanza tattile e sensoriale, giocando con texture, colori e spessori diversi. Si tende a “rompere” la cornice classica, occupando spazi imprevisti, superando la bidimensionalità e conferendo spesso un appeal artigianale all’etichetta.
Un’altra tendenza riguarda l’interazione tra l’etichetta e la stampa diretta sul vetro della bottiglia, superando l’eterno dilemma su quale sia meglio a seconda del prodotto e della necessità. Gli elementi su vetro non si limitano alla classica personalizzazione della bottiglia fatta in stampo, magari con lo stemma della cantina per i prodotti più prestigiosi, ma integrano e completano il design dell’etichetta con ulteriori elementi di comunicazione visiva che sfruttano tecniche come serigrafia, stampa digitale e nobilitazione giocando con la trasparenza del vetro e il colore del liquido.

Altra grande tendenza è quella dell’etichetta applicata sulla lattina di alluminio. Già consolidata nel mondo della birra, anche il vino e i cocktail reclamano il loro spazio in questo formato ready-to-serve che si confà a nuovi stili di vita: un consumo ridotto, senza la necessità di aprire un’intera bottiglia, e una grande praticità. Carte naturali che contrastano con la lucidità dell’alluminio posizionano i prodotti al di fuori della percezione dei soft-drink. Creatività inedite che fanno ampio uso di tipografia e illustrazioni costruiscono lo storytelling di prodotti che escono dall’omologazione dello scaffale. Vernici serigrafiche e nobilitazioni elevano il packaging posizionandolo nella giusta categoria.

Nobilitazioni spinte e personalizzazione
Anche le marche più consolidate e le identità visive più note non possono permettersi di vivere di rendita in un mercato fortemente competitivo. Un trend importante è rappresentato dunque da tutte le soluzioni che possono aggiungere elementi distintivi e valore al prodotto, sia in fase di stampa che di post-stampa. Nella stampa, l’uso del digitale è ampiamente sdoganato anche sulle tirature importanti, per personalizzazioni legate a campagne specifiche e limited edition e per creare diverse versioni di uno stesso prodotto, oltre che per distinguerne le referenze.

Le nobilitazioni, inoltre, svolgono sempre un ruolo fondamentale, soprattutto in prodotti che mirano a farsi conoscere e a posizionarsi in alto. Vernici spessorate e lamine metalliche vengono utilizzate con equilibrio ma senza eccessive parsimonie, in netta controtendenza rispetto a una narrazione pauperistica che vorrebbe che la sostenibilità si affermasse attraverso la sottrazione di bellezza. Si aggiunge materia ma si lavora anche per modificare la carta con fustellature ardite, effetti di debossing ed embossing particolarmente marcati, forature vicine al ricamo. Grande trend di design del momento, inoltre, è una certa nostalgia verso gli anni d’oro dei cocktail, tra un’estetica degna del Grande Gatsby, ricca di decorazioni Art Nouveau impreziosite dalla stampa a caldo, e un’iconografia ricca di colore e caratteri tipografici che ci riportano all’Italia degli anni ’50 e ’60. (MP)

Food
Anche nel food le etichette si stanno evolvendo con un’attenzione sempre maggiore a materiali, finiture e tecniche di stampa capaci di esaltare l’identità del brand e il valore percepito del prodotto. La ricerca di genuinità spinge verso carte naturali dalle texture materiche. Stampa a caldo e vernici spessorate dominano nel mondo gourmet, tra olio extravergine d’oliva, conserve, caffè specialty e confiserie. L’attenzione alla sostenibilità guida la scelta di inchiostri a base acqua e materiali riciclati, spesso impiegati nei prodotti bio e plant-based. Un trend in crescita è anche l’uso del no-label look, con etichette trasparenti che danno l’illusione di una stampa diretta sulla confezione soprattutto per miele e succhi di frutta dove la visibilità del prodotto rappresenta un valore. Anche in questo caso la stampa digitale consente personalizzazioni sempre più spinte, come tirature limitate, versioning, collezioni stagionali, senza rinunciare a qualità e precisione. Un esempio classico è l’uso di dettagli stampati a caldo con lamine metalliche su etichette di panettoni artigianali durante il periodo natalizio, o la creazione di pattern variabili per serie speciali di infusi, tè e caffè.

L’opulenza dell’olio e del miele, le conserve da esposizione
Categorie merceologiche che cominciano a vantare numerosi contest dedicati, come EVOilàbel, Forme dell’Olio, Mielabel oltre agli stessi Vinitaly Design Award e Pentawards, olio e miele stanno vivendo il loro momento d’oro in fatto di packaging design. Prodotti preziosi, dall’alto valore nutrizionale e di chiara impronta artigianale, esprimono eccellenze di interi territori e tradizioni culinarie da valorizzare. Non stupisce quindi che la ricerca si orienti al lusso, ricalcandone gli stilemi ma cercando la propria espressione originale in un’estetica capace di reinventare la comunicazione del mondo agroalimentare.
Anche marmellate, confetture, conserve sott’olio e altri prodotti agroalimentari a lunga conservazione sembrano voler uscire dalla dispensa per posizionarsi in bella vista. La ricerca è molto concentrata sul colore e sui caratteri chiari e distintivi, sia per quanto riguarda le etichette autoadesive sia quelle carta e colla che rivestono le classiche lattine. Nobilitazioni e fustellature particolari fanno il resto. (MP)

Cosmesi e profumi
Negli ultimi anni il settore della cosmesi e dei profumi ha visto una significativa evoluzione non solo nei prodotti, ma anche nel packaging e nelle etichette, che oggi rappresentano un perfetto connubio tra estetica, funzionalità e sostenibilità.

Sempre più smart
Un significativo cambiamento è l’introduzione delle etichette intelligenti o connesse, con l’utilizzo di QR code, RFID e NFC che permettono ai brand di offrire un’esperienza più immersiva e personalizzata attraverso lo smartphone. Un utilizzo più funzionale di queste tecnologie smart prevede l’utilizzo di inchiostri termocromici, che cambiano colore con la temperatura, segnalando quando un prodotto è stato esposto a calore eccessivo o quando raggiunge la temperatura ideale per l’applicazione. Inoltre, grazie all’integrazione con le tecnologie blockchain, alcune aziende garantiscono la tracciabilità e autenticità del prodotto, cruciale nel mondo del lusso.

Texture sofisticate, ma con un occhio alla sostenibilità
Sempre più diffusa l’adozione di materiali biodegradabili, riciclati o compostabili: le etichette realizzate in carta di alghe fibre di canapa o bambù sono soluzioni sostenibili che mantengono un’eleganza che ben si accorda con la filosofia del mercato beauty. Sempre più ricercati gli effetti sensoriali, come rilievi tattili, texture vellutate o metallizzate. Anche in questo settore si assiste alla coesistenza di stampa diretta su vetro e applicazione di etichette, soprattutto nella profumeria. Una delle principali innovazioni è rappresentata dalla microincapsulazione delle fragranze, che permette all’etichetta di rilasciare la profumazione del prodotto al tocco. L’attenzione alla sostenibilità ha portato anche all’adozione di inchiostri naturali e solvent-free, riducendo l’impatto chimico della stampa. (CP)

Pharma
A differenza del settore cosmetico, dove le etichette devono garantire una forte componente estetica e interattiva, nel settore farmaceutico l’accento è posto su sicurezza, regolamentazione e tracciabilità. Le etichette qui devono garantire conformità normativa e accesso immediato a informazioni mediche, dal momento che giocano un ruolo cruciale nella sicurezza dei pazienti, nella lotta alla contraffazione e nella tracciabilità dei prodotti. Dal 1° luglio 2023, la Direttiva UE Omnibus (n. 2019/2161), recepita in Italia con il decreto legislativo 26/2023, ha introdotto importanti modifiche che mirano a migliorare la trasparenza verso i consumatori, stabilendo nuove regole per le comunicazioni dei prezzi e le promozioni a tempo. Per adeguarsi a queste nuove disposizioni, le farmacie possono trarre grande vantaggio dall’adozione delle etichette elettroniche CGM E-TAG.
Un’altra distinzione chiave riguarda i materiali: se nel settore beauty la sostenibilità è un aspetto fortemente legato all’immagine del brand, nel farmaceutico i materiali devono rispondere a rigorosi standard di resistenza e conservazione, proteggendo le informazioni anche in condizioni ambientali critiche.

Più sicure e tracciabili
L’uso di codici univoci serializzati è diventato uno standard per garantire l’autenticità dei farmaci e contrastare la contraffazione. Anche in questo caso, l’integrazione di RFID e NFC consente il monitoraggio del prodotto lungo l’intera supply chain. Roche ha implementato etichette con tecnologia RFID per il tracciamento in tempo reale dei farmaci oncologici, mentre Sanofi ha adottato un sistema di codifica serializzata per ridurre il rischio di manomissioni. L’introduzione delle etichette digitali ha permesso ai pazienti di accedere a informazioni dettagliate sui farmaci attraverso QR code e applicazioni mobili, semplificando la consultazione di foglietti illustrativi aggiornati, migliorando l’aderenza alle terapie. GlaxoSmithKline ha lanciato etichette con QR code dinamici collegati a database aggiornabili, garantendo che i pazienti ricevano informazioni sempre attuali.
Anche in ambito farmaceutico, l’attenzione all’impatto ambientale ha portato alla ricerca di materiali eco-friendly, come bioplastiche, carta riciclata e inchiostri privi di solventi. Bayer ha recentemente introdotto etichette realizzate con materiali biodegradabili per alcune linee di prodotti da banco, contribuendo a un minore impatto ecologico senza compromettere la leggibilità e la durabilità delle informazioni. (CP)

Home
Anche nell’ambito della cura della casa, le etichette non sono più semplicemente una fonte di informazioni, ma stanno diventando strumenti intelligenti. Un esempio è quello di Procter & Gamble con il suo marchio Ariel. L’azienda ha adottato etichette con codici QR per offrire informazioni aggiuntive per il lavaggio dei capi e sui benefici ambientali delle formulazioni, mentre Clorox ha sviluppato un’etichetta per i suoi prodotti di pulizia che, attraverso un’app di AR installata sullo smartphone, offre ai consumatori suggerimenti per il loro utilizzo ottimale.

Ripensare il ciclo di vita
Con la crescente consapevolezza riguardo l’impatto ambientale degli imballaggi, le aziende sono spinte a ripensare l’intero ciclo di vita dei loro prodotti, incluse le etichette. Materiali come la carta riciclata, il PET riciclato e i biopolimeri sono utilizzati per produrre etichette che non solo rispondono alle normative ambientali, ma che riflettono anche l’impegno dell’azienda verso la sostenibilità. Un esempio significativo in questo campo è quello della Henkel, che ha lanciato una serie di etichette ecologiche per il suo marchio di detergenti Bref, realizzate con materiale riciclato e progettate per ridurre al minimo l’utilizzo di plastica vergine. Inoltre, Henkel ha iniziato a produrre etichette facilmente separabili dall’imballaggio per facilitare il riciclo, come le shrink sleeve prefustellate.

Un occhio alla personalizzazione
Il design delle etichette è stato ripensato per essere più facilmente leggibile e per presentare le informazioni in modo visivamente accattivante ma semplice. Ciò include l’uso di caratteri più grandi, colori contrastanti e l’adozione di icone per facilitare la comprensione delle istruzioni per l’uso o i simboli di sicurezza. La personalizzazione delle etichette sta diventando una pratica diffusa, grazie alle nuove tecnologie di stampa digitale. Le aziende possono ora produrre etichette su misura per le esigenze specifiche dei consumatori o per particolari occasioni. (CP)

Tech & Automotive
Nel settore automotive, la tracciabilità è essenziale per la gestione delle forniture e per garantire la qualità dei veicoli e dei componenti. Un esempio viene da Ford, che ha integrato etichette RFID nei componenti cruciali dei suoi veicoli, riducendo i tempi di assemblaggio e migliorando la qualità finale del prodotto.

Materiali ecologici
Anche l’industria tech e quella automotive stanno adottando pratiche più sostenibili. HP ha sviluppato etichette per le sue cartucce di inchiostro che utilizzano materiali completamente riciclati. Si fa strada anche l’adozione di stampe eco-compatibili con inchiostri a base di soia o altre soluzioni a basso impatto ambientale. Anche in ambito automotive Volkswagen sta adottando etichette che indicano il tipo di carburante o la manutenzione dei veicoli prodotte con materiali riciclabili o biodegradabili.

Design ottimizzato per la funzionalità e la durabilità
Automotive e tech hanno in comune il fatto che veicoli e dispositivi devono affrontare condizioni difficili come urti, esposizione alla polvere o all’umidità, vibrazioni, sbalzi di temperatura e agenti atmosferici. Le etichette devono dunque essere progettate per durare nel tempo e garantire la leggibilità delle informazioni, usando materiali come polipropilene e plastiche speciali in grado di resistere a condizioni ambientali estreme. Nell’automotive le etichette per il controllo delle emissioni o per le informazioni relative alla manutenzione vengono prodotte con materiali ultra-resistenti, come il vinile o l’alluminio anodizzato, che sono in grado di sopportare l’usura quotidiana.

Conformità alle normative
Nel settore automotive, le etichette hanno anche una funzione di sicurezza, garantendo che i veicoli rispettino le normative, le specifiche tecniche obbligatorie, come emissione dei gas e pressione degli pneumatici. In ambito informatico, le etichette di sicurezza vengono utilizzate per evidenziare avvertenze riguardo alla gestione sicura del prodotto. (CP)

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