sabato, Febbraio 14, 2026
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Confetti Pellino

Sono tutte un po’ così le eccellenze italiane, come la Confetti Pelino, aziende guidate da persone perbene, silenziose, persino schive, famiglie di imprenditori d’altissimo livello, appassionati e lungimiranti, che hanno saputo mantenere le più antiche tradizioni e costantemente investire in innovazione, attrezzature, idee, gente che non dice la parola qualità tanto per dirla…

Sono tutte un po’ così le eccellenze italiane, come la Confetti Pelino, aziende guidate da persone perbene, silenziose, persino schive, famiglie di imprenditori d’altissimo livello, appassionati e lungimiranti, che hanno saputo mantenere le più antiche tradizioni e costantemente investire in innovazione, attrezzature, idee, gente che non dice la parola qualità tanto per dirla…

SWEET IN ITALY AL SAPORE DI MANDORLA
Se Pelino è il primo produttore al mondo di confetti, un simbolo del made in Italy che tutti ci invidiano, è anche per quella altissima selezione degli ingredienti che compongono gli oltre 100 tipi diversi di confetti lavorati ancora oggi secondo le antiche tradizioni della confetteria: mandorle Avola, nocciola Piemonte, cioccolata belga (solamente la parte più nobile delle bacche di cacao). Ecco perché dagli Stati Uniti alla Russia, dalla Cina all’Australia al Sud America i con-fetti Pelino sono un cult. 12 gran premi, 36 medaglie d’oro, targhe, gold taste e un’infinita varietà di riconoscimenti impossibile da elencare. 

UN’IMMAGINE ESSENZIALE E MODERNA
Confezionati in packaging delicati e un po’ liberty, pochi elementi stilizzati nell’ emblema, i confetti Pelino rispondono a quell’immagine essenziale e insieme tradizionale, che è il tratto caratteristico dell’azienda. “Nel corso degli anni le idee grafiche sono andate via via affinandosi assecondando le richieste e il trend del mercato – spiega Guido Rispoli, che cura l’immagine della confetteria – ma i concetti base da cui partiamo sono molto chiari e frutto dell’esperienza e della conoscenza dell’azienda. Un po’ come farebbe un sarto quando ti cuce un vestito addosso”. Non sono mai cambiati i dettami estetici? “Sì – risponde Rispoli – pur mantenendo le linee guida dei must aziendali, molte innovazioni sono state fatte passando dal Liberty e l’Art Nouveau alla grafica moderna. In questi ultimi anni abbiamo bandito la comunicazione concettuale e dato anima ad una comunicazione molto più diretta, usando colori molto tenui per le basi e colori più vivaci per il pro-dotto da mostrare. Anche sul lettering è stata fatta una attenta valutazione utilizzando caratteri meno complessi e più diretti possibile”. E conclude: “Vogliamo sempre trasmettere nel modo più semplice e fruibile possibile il Brand dell’azienda e il prodotto che il packaging contiene.”

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