Inchieste e ispirazioni

Le metamorfosi della grappa

Origini rustiche, vissuto eroico, destino umile. Poteva rimanere un prodotto folkloristico dell’arco alpino. È diventata la stella polare del bere sofisticato, colto, cosmopolita. Delle metamorfosi della grappa parliamo con Anna Boschi, marketing executive della Distilleria Bertagnolli.

Di Marilde Motta | Su PRINTlovers 85


Grappa è una denominazione tutelata che nessun altro Paese può usare, è un distillato di italianità non solo per la materia prima, ma soprattutto per la sapienza produttiva che, sebbene antica, non è rimasta statica, anzi ha promosso innovazioni sostanziali. I produttori di grappa hanno fatto ricorso alle loro risorse di inventiva. Con coraggio e orgogliosa ambizione stanno sfidando, a livello internazionale, tutti gli altri spirits, contendendo loro la preferenza di esperti e di appassionati intenditori. Nella sua ascesa internazionale, la grappa ha scelto di sfoggiare l’haute couture del packaging per dare un’identità inconfondibile e seducente a brand ormai storici, per distinguere prodotti monovitigno, aromatici, o aromatizzati, affinati e invecchiati per mesi, o anni. Parliamo di packaging in riferimento a Bertagnolli distillatori trentini dal 1870. L’azienda è ancora animata dalla famiglia fondatrice e raccoglie molti consensi internazionali con i loro distillati. Un accompagnamento musicale mentre si ammirano queste bottiglie? Scegliete “Sophisticated Lady” di Duke Ellington.

La vostra grappa utilizza una gamma di bottiglie in vetro, ci racconti il concept che ha ispirato il design del packaging.
Presentiamo due bottiglie particolarmente significative nella produzione della Distilleria Bertagnolli: quella per il 140esimo di fondazione dell’azienda e la K24 Liquid Gold, una realizzazione più recente che comunque affonda le sue origini nel passato. La bottiglia scelta dalla famiglia Bertagnolli, nel 2010, per celebrare il 140esimo anno di attività è la Caraffa Sunlight da 70cl di Vetri Speciali. Un design ricercato e sontuoso incentrato sulla forma a goccia e con elaborati interventi decorativi. Una serie di scannellature si aprono a raggiera attorno al corpo della bottiglia, convergendo verso il centro e portando quindi lo sguardo al cuore del prodotto. Nella distillazione della grappa il cuore ha un significato specifico giacché testa e coda vengono eliminati, quel che resta è l’essenza stessa del prodotto con la sua carica aromatica di profumi tratti dagli acini delle uve impiegate. La goccia che scende dall’alambicco e l’aroma della grappa riserva in essa conservata, sono elementi che la bottiglia evoca molto bene. Un packaging così ricercato è affine al mondo dei profumi, appunto quello di cui aveva bisogno la famiglia Bertagnolli per celebrare un anniversario importante per sé ed il proprio territorio, la Piana Rotaliana. Sulla parte frontale della bottiglia sono stati fatti interventi di tampografia: l’uno è un cartiglio che affianca i ritratti di Giulia de Kreutzenberg ed Edoardo Bertagnolli, i fondatori della Distilleria, l’altro indica l’anniversario di fondazione, il 140esimo, a cui si aggiunge la firma di Giuseppe Bertagnolli, il loro figlio e mastro distillatore. Per il sistema di chiusura è stato scelto un tappo elegante color oro che richiama la tonalità della tampografia. A questo si è abbinato un blu scuro per il pendaglio, posto al collo della bottiglia, e per la scatola. Al raggiungimento del 150esimo anniversario, la bottiglia è stata conservata inalterata, ma è cambiato il contenuto: un brandy affinato in barrique di rovere francese. Il colore delle tampografie decorative e del tappo è diventato l’argento, mentre per il packaging secondario è stato prediletto il verde… in attesa del 160esimo anniversario.
La grappa K24 Liquid Gold affonda le sue radici nella grappa Koralis, la riserva nata da Puris, una grappa trentina bianca (affinata in acciaio) di uve di Teroldego, Chardonnay e Gewürztraminer, un vero coro di profumi e sapori. In occasione del 150esimo anno di attività, Distilleria Bertagnolli ha avviato il restyling di alcune referenze, nasce così K24 Liquid Gold che nel nome vuole evocare l’oro a 24 carati, un oro colato nella bottiglia Decanter Regina da 70 cl di Bruni Glass. Una bottiglia dalle forme precise e geometriche come quelle di un lingotto aureo. Le spalle della bottiglia sono pronunciate, ma il corpo si assottiglia progressivamente verso il fondo conferendo slancio. Come elemento di continuità stilistica, si è preferito conservare il tappo già utilizzato per la bottiglia del 140esimo anniversario, ma nel color oro anticato.

Il total packaging design come è stato risolto in funzione degli elementi identificativi del brand?
Per la bottiglia del 140esimo e del 150esimo anniversario non si è usata una etichetta lasciando piena visione del prodotto, con la tecnica della tampografia sono state eseguite le decorazioni. Per quanto riguarda le indicazioni di legge obbligatorie si è optato per il pendaglietto posto al collo della bottiglia, una soluzione che è, ad un tempo, decorativa ed esplicativa di tutte le informazioni necessarie. Per K24 Liquid Gold, l’etichetta in carta goffrata assume una forma trapezoidale che si restringe progressivamente verso il basso, assecondando perfettamente la sagoma della bottiglia. L’elemento caratterizzante dell’etichetta è la pennellata in oro a rilievo. Per conferire tattilità e un effetto materico e visivo, è stato necessario realizzare un apposito punzone. Con la collaborazione dello stampatore Rifa di Schio è stata individuata la carta adatta a questa complessa operazione. Per il sistema di chiusura si è preferito continuare a preferire un unico tappo, pur in colori diversi, con il corpo in silicone in modo che non interferisca con il prodotto.

Per alcune delle grappe che producete, avete scelto anche un packaging secondario, quanto è importante?
I nostri packaging secondari sono principalmente sviluppati in cartotecnica, eccezion fatta per le Gran Riserve (ossia grappe e distillati con più di 24 mesi di affinamento) che impiegano scatole in legno. Le confezioni in cartotecnica sono tutte personalizzate per valorizzare il prodotto contenuto. Prediligiamo astucci in cartoncino bi-accoppiato che viene impreziosito a seconda della referenza custodita. La confezione secondaria è sicuramente importante per la percezione complessiva del prodotto e, a questo fine, sperimentiamo anche l’utilizzo di lamine e dell’embossing.

La tutela dell’originalità del prodotto e la garanzia che è “Made in Italy” con quali soluzioni anticontraffazione sulla confezione vengono garantiti?
Per ora non abbiamo pensato a soluzioni anticontraffazione: riteniamo sufficienti le tutele fornite dalle etichette, contrassegni e sigilli previsti per legge.

La mixology è una tendenza internazionale molto radicata. Avete previsto strumenti professionali per il canale horeca coordinati con l’identità di brand della vostra grappa, o bicchieri da degustazione per i puristi?
Come tutte le aziende operanti in questo settore, abbiamo un corredo di strumenti pensati per il barman. In particolare, sono sempre graditi i bicchieri, nelle varie forme a seconda della destinazione d’uso. Per la degustazione forniamo il tulipano (riconosciuto da ANAG come bicchiere ufficiale per la degustazione di grappa) che consigliamo per le grappe giovani, mentre dei balloon per le invecchiate e gran riserve.


Le icone piemontesi della grappa

Il Consorzio Tutela Grappa del Piemonte e Grappa di Barolo, con sede ad Asti, annovera 19 aziende, di cui alcune con una storia ultracentenaria, altre più recenti che hanno saputo imporre sui mercati internazionali prodotti di grande personalità. Il packaging è sviluppato in chiave di espressione totale delle caratteristiche di ogni distilleria e in funzione di una gamma davvero diversificata di grappe. Ogni nuovo lancio è declinato in bottiglia, etichette e decorazioni, sistemi di chiusura e, spesso, include anche il packaging secondario poiché la valorizzazione del prodotto non è mera operazione di estetica, ma è la trascrizione visiva di codici raffinatissimi di identità di ogni distillato. Ne parliamo con tre produttori di grappe aderenti al Consorzio: Mazzetti d’Altavilla, Distilleria Romano Levi e Distilleria Marolo.

Proprio in quest’ottica di esaltazione della personalità del prodotto, la Distilleria Romano Levi, come spiega Lucio Scaratti, co-titolare dell’azienda, «ha scelto la linea della continuità dando seguito all’intuizione di Romano Levi che fin dai primi anni ’60 aveva scelto di disegnare a mano le etichette imperniate su un personaggio di sua invenzione, la “Donna selvatica che scavalca le colline”. Romano Levi è stato un artista figurativo, ma anche un artista della grappa. Per i suoi bozzetti ha unito leggende delle Langhe alla propria inventiva, con un tratto di disegno molto sottile e sognante ha realizzato una vasta collezione di etichette che vengono proposte ad ogni nuova produzione e sono oggetto di collezione».

La distilleria Mazzetti d’Altavilla, fondata nel 1846, per la sua collezione di tre grappe unite dall’evocativo nome “Radici”, ha scelto la strada della valorizzazione dell’heritage (antichi vitigni autoctoni del Monferrato) e dell’attenzione all’impatto ambientale per le fasi produttive realizzate tutte in loco. La collezione “Radici” introduce un tocco di originalità nella proposta di grappe giovani e in purezza. Se per la bottiglia la scelta è caduta su un design estremamente essenziale, un cilindro in vetro flint con una solida base, per le etichette lo studio ha attinto ispirazione dal paesaggio del Monferrato, ricomponendo diversi elementi simbolici in una visione d’insieme. Il filo conduttore è il richiamo sensoriale, soprattutto tattile e visivo alle terre del Monferrato. È così stata privilegiata una carta adesiva FSC, ad alto spessore e con le venature delle fibre bene in vista. Per fornire informazioni dettagliate si è scelto di sfruttare la parte adesiva dell’etichetta rendendo agevole la lettura attraverso il vetro della bottiglia. La palette di colori delle etichette riporta fedelmente le variazioni micro-locali in funzione del vitigno di riferimento: Grappa di Malvasia predilige il marrone chiaro, la Grappa di Grignolino i toni del giallo che evoca la Pietra da Cantone, la Grappa di Ruché vira decisamente sul marrone scuro. La tattilità dell’etichetta è ulteriormente esaltata dalla rocky varnish che delinea a rilievo il disegno dell’albero e del suo doppio proiettato in forma di radici. A unificare le tre bottiglie interviene un tappo in legno rustico. La collezione prevede un packaging secondario, ovvero un tubo in cartone kraft robusto e riciclabile, decorato da etichette che richiamano le tre tipologie di grappe “Radici”.

Ci si sposta decisamente sul versante del lusso sontuoso con il liquore alla grappa Oro di Mazzetti: potremmo definirlo un prodotto al femminile? «In effetti – risponde Silvia Belvedere Mazzetti, direttore commerciale di Mazzetti d’Altavilla – è un liquore a base grappa elegante, morbido e con un ridotto grado alcolico per conquistare il palato sensibile delle signore. È proprio pensando alla femminilità che si è scelto di aggiungere lo sfavillio di miriadi di particelle d’oro alimentare, un pulviscolo di oro 23kt che resta in sospensione nel liquore e lo fa risplendere. La bottiglia a forma di goccia richiama nello stile i flaconi di profumo, e così anche il tappo è stato curato come un gioiello, con una preziosa lavorazione a sbalzo. L’etichetta è in tessuto, un tocco ulteriormente femminile per un prodotto seducente».

La nobile arte della grappa si esprime in due eccezionali creazioni della Distilleria Marolo, entrambe in edizione limitata. La grappa di Barolo di Bussia ha una ricchezza sensoriale molto variegata, dopo 12 anni di affinamento in piccoli fusti di acacia, trova dimora definitiva in bottiglie-decanter dalla forma molto rigorosa, ma mossa da volumi dinamici. Il fondo in vetro spesso costituisce la solida base, il corpo della bottiglia si apre gradatamente verso spalle ampie e diritte. Il tappo in metallo ricorda quello di profumi maschili molto rigorosi. Piena visibilità del particolare colore di questa grappa è offerta dall’etichetta-serigrafia totalmente trasparente. Ogni bottiglia, a tiratura limitata, è confezionata in una pregevole scatola in cartone rigido, rivestita da una carta nobilitata con minuti disegni a rilievo.

«Anche per la grappa di Barbaresco Rabajà – ci illustra Lorenzo Marolo – la scelta ha privilegiato un total packaging coerente sia con la rarità del prodotto, solo 1.835 bottiglie immesse sul mercato nel 2018, sia con la struttura di questa grappa. Rabajà è l’area di coltivazione del Barbaresco più esclusiva. Le vinacce destinate alla nostra Distilleria ricevono una cura particolare, la distillazione avviene a bagnomaria, è completamente controllata dalla sapienza del distillatore che governa tutto il processo fatto di gesti antichi e lentissimi. È una grappa per estimatori che ricercano un’esperienza sensoriale straordinaria». La bottiglia-decanter ha una forma sinuosa, smussata alla base e con spalle morbide e arrotondate che evocano il bouquet aromatico delle uve di Barbaresco Rabajà. Anche per questa pregevole bottiglia la Distilleria Marolo ha voluto aggiungere un tratto artistico, le etichette-serigrafie si devono al maestro Gianni Gallo, l’artista che da sempre firma il labelling per le grappe Marolo. La scatola che racchiude la bottiglia-decanter è in un particolare tono di azzurro cielo, punteggiato da minutissimi disegni.
Una meraviglia per chi riceve queste grappe in regalo, ma c’è da chiedersi se davvero ci siano persone così generose da farne dono ad altri, oltre che a se stessi.

 


16/04/2021


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