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Alexander McQueen

Figlio di un tassista, Alexander McQueen già stato consegnato alla storia come uno dei ragazzi prodigio ad aver abbandonato, precocemente una scuola frustrante per entrare in un mondo del lavoro che ha invece saputo esaltarne le doti. A sedici anni lavorava per Savile Row, poi per Gieves & Hawkes e per i celebri costumisti teatrali Angels & Bermans, per giungere a Milano all’età di vent’anni per lavorare per Romeo Gigli. Nel 1992, a 23 anni, ritorna a Londra per completare la propria formazione presso la prestigiosa Saint Martin’s School of Art, dopodiché viene assunto come direttore creativo di Givenchy al posto di John Galliano, dove, fra alti e bassi, rimarrą fino al 2001, anno in cui lascerà la maison definendola costrittiva per la propria creatività. In questo periodo McQueen fa conoscere il proprio nome nella scena dell’alta moda con sfilate trasgressive e scioccanti, al punto di essere definito “l’hooligan della moda”. Sua la provocazione con la modella Aimee Mullins, amputata delle gambe, che ha sfilato su protesi in legno finemente intagliato. Dal 2001 lo stilista era entrato a far parte del gruppo fiorentino Gucci.
Scomparso prematuramente nel 2010, McQueen lascia un’opera artistica pregevole a cui sono state dedicate due mostre, la prima intitolata “Alexandre McQueen, Savage beauty”, allestita dal Metropolitan Museum of Art di New York, a poco piĚ di un anno dalla scomparsa; la stessa mostra è stata riproposta al Victoria & Albert Museum di Londra, la scorsa primavera e rimarrà aperta fino al prossimo 15 agosto.
Per entrambe le occasioni Conti Tipocolor, una delle eccellenze italiane nel segmento dell’editoria d’arte, è stata protagonista della stampa dei volumi che accompagnano l’evento. Per il primo volume, distribuito negli Stati Uniti dalla Yale University Press, si è stampato su una Gardapat Kiara da 135 grammi alternando cromie a neri policromici. La copertina cartonata, rivestita in Cialux di Manifattura del Seveso, era caratterizzata dall’applicazione di un’aggressiva immagine lenticolare, con un duplice soggetto che passava dal volto di McQueen a un teschio in titanio. Il libro, diventato un cult nel mondo della moda, è stato ristampato più volte e viene tutt’oggi ricercato nelle librerie specializzate di tutto il mondo. In distribuzione da poco invece l’edizione – completamente diversa – legata alla retrospettiva del Victoria & Albert Museum, distribuito negli Stati Uniti da Abrams, la quale presenta una copertina cartonata rivestita in Wibalin Nero, con un doppio passaggio di lamina a caldo, tono su tono con il nero lucido per simulare
le pelli lavorate dallo stilista e una lamina bronzo per il titolo.
Per questa seconda edizioneConti Tipocolor ha curato anche l’edizione in brossura cucita. Oggi il marchio Alexander McQueen, grazie alla crescita in Asia e al successo dei prodotti in pelle, è proiettato ai 500 milioni di euro entro i prossimi tre-cinque anni a conferma del trend di crescita degli ultimi anni: da meno di 50 milioni di euro di vendite del 2012 agli oltre 250 milioni

15/12/2015


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Alexander McQueen


Stampa / Cartotecnica