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Sei tendenze emergenti nel luxury retail

sei tendenze nel luxury retail

Il negozio del futuro è sempre più il negozio connesso, capace di coniugare il mondo digitale con il retail fisico. Per regalare ai clienti un’esperienza di shopping personalizzata, immersiva, condivisa. Ecco 6 tendenze per l’anno che verrà.

Di Redazione PRINT | Su PRINT 69 - ottobre 2017

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PERSONALIZZAZIONE SÌ, MA IN STORE
Se la personalizzazione degli acquisti online è una realtà, anche in store si prevede che, nel volgere di poco, sarà possibile scegliere un capo e fare in modo che ogni dettaglio di cui è fatto rispecchi la nostra personalità. Alcuni grandi brand hanno già previsto di allestire specifiche zone adibite alla personalizzazione, dove il cliente può decidere ogni singolo elemento che compone il suo acquisto, magari servendosi di monitor, tavoli multimediali, piani d’appoggio interattivi per consultare dettagli relativi ai materiali, ai colori, alle combinazioni. E per intrattenere i clienti? Piccole gourmandise in versione lusso.

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ATMOSFERE IMMERSIVE, MA GREEN
Ascoltare, mostrarsi, sentire, toccare, sperimentare lo shopping con tutti i sensi. Questo è ciò che chiedono i clienti d’altagamma. E allora via libera a showroom e negozi ‘teatralizzati’ nei quali sia possibile vivere momenti di grande edonismo. Lo scopo è sempre quello di creare un legame forte tra brand e clienti. Dunque ambienti di design dove il benessere mentale e fisico acquisti una valenza prioritaria, non soltanto attraverso  nuovi materiali - sviluppati secondo un approccio naturalista e una formulazione green - ma anche attraverso riferimenti spaziali e di illuminazione capaci di creare i presupposti di un’esperienza sensoriale complessiva. Senza mai dimenticare che lusso e sostenibilità vanno sempre più a braccetto.
 
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FOTOGRAFA, CONDIVIDI, COMMENTA
Nel 2018 si punta alla massima integrazione tra spazio fisico e ambiente digitale, con l’obiettivo specifico di incoraggiare la condivisione. Per dare ai clienti l’opportunità di condividere le decisioni d’acquisto, ecco dunque  scaffali collegati ai social, ma anche semplicemente materiali di comunicazione cartacei nei quali si incentiva l’uso di particolari hashtag su Instagram. Non mancano angoli dove scattarsi un selfie, pezzi stravaganti sparsi qua e là, oggetti d’arte che stuzzicano il desiderio di condivisione. Sì… perché tutto è fotografabile, condivisibile, commentabile.

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CAMERINI INTERATTIVI
Per rendere la visita un’esperienza multisensoriale tutto dovrà essere all’insegna dell’interattività. Con i suoi camerini interattivi Ralph Lauren ha fatto scuola. Ma oltre allo specchio touchscreen si fanno strada anche le digital fitting rooms, ovvero spazi virtuali che offrono una visione dinamica a 360 gradi, e consentono di vedere un abito da diverse prospettive adattandolo alle proprie forme ed ai movimenti. Ma anche display che, grazie ad una fotocamera integrata, sovrappone gli abiti  alla figura della persona. Senza neppure cambiarsi. Anche questo è lusso.

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LEARNING BY SHOPPING
Imparare facendo shopping è una nuova, interessante modalità che rende l’esperienza d’acquisto formativa e interattiva. Che cosa si può imparare? Tutto. Come truccarsi, come vestirsi, come abbinare i colori e via elencando. Sapendo che si tratta di un nuovo modo per fidelizzare il cliente. Ovvio che il Learning by shopping comporta la creazione di spazi arredati, sia con tecnologie video sia con arredi veri e propri, magari in cartone riciclato. Tutto da inventare. Sempre nel segno del design.

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ANCORA CONTENUTI, MA…
Il nuovo imperativo è ‘guardare oltre’ la narrazione del brand. Che si tratti di farlo attraverso video in store, cataloghi cartacei o altro, non importa. Una cosa è certa: il content marketing del lusso non farà più riferimento al mondo produttivo ma dovrà puntare sul capitale immateriale dell’azienda. E allora va detto che lo storytelling nel 2018 non sarà più una tendenza rilevante, almeno per come fin qui lo abbiamo inteso. L’era di ‘raccontami una storia’ è un po’ finita. Ora i consumatori vogliono storie ‘no filter’, capaci cioè di far riflettere attraverso il prodotto, spiegare i processi produttivi dell’azienda, l’autenticità dei suoi percorsi, le scelte in fatto di solidarietà, etica, ambiente. E tra i diversi livelli di responsabilità, le ricerche mettono in evidenza che i clienti  apprezzano soprattutto la razionalizzazione dell’uso delle risorse e il riutilizzo dei materiali per facilitarne il riciclo.

 


01/10/2017


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