Idee

Dove il libro sfiora l’arte, l’arte il gioco

Corraini Edizioni è una vorticosa officina di idee e di progetti da cui nascono libri, mostre, insoliti oggetti di design. Tutto fatto con leggerezza e voglia di sperimentare: linguaggi e forme, carte e inchiostri, storie serie e storie strampalate. Perché l’editoria è un arte, ma anche un gioco.

Di Anna Aprea | Su PRINT 66

Ogni libro è un giardino, diceva García Lorca, beato colui che lo sa piantare. Davvero non si potrebbe dire di meglio per raccontare, con parole poetiche, l’esperienza di Corraini, il piccolo editore mantovano che da 40 anni regala ai lettori un giardino di meraviglie editoriali da cui germogliano fascinazioni, sorprese, storie serie e semiserie che affondano le loro feconde radici nel design e nella grafica, nell’architettura e nell’arte, nella fotografia e nella moda. Mostre, eventi, laboratori, workshop, oggetti di design raffinati e inusuali (firmati da Bruno Munari, Enzo Mari, Paolo Ulian, Olimpia Zagnoli e tanti altri) soprattutto libri-contenitori di saperi per grandi e piccoli, “storie così semplici che le possono capire anche i grandi”, forme che avvolgono l’immaginazione in un percorso scintillante di illustrazioni d’autore, inserti, carte colorate, forate, fustellate, ripiegate, nobilitazioni e rifiniture minuziosamente progettate per esaltare ogni livello espressivo del lavoro editoriale.




Nel paese delle meraviglie
Vera e propria metafora del ‘giardino’ Corraini è Apri questo piccolo libro, un volume che invoglia i piccoli lettori a scoprire cosa si nasconde fra la prima e la quarta di copertina cosicché, sfogliandolo, si scopre semplicemente… un altro libro e un altro e un altro e un altro ancora, come in un gioco di matrioske intessuto nella carta, che rimanda alla gioia della sperimentazione, all’invincibile spirito di curiosità che alimenta la singolare produzione dell’editore. In questo senso i progetti di Corraini sono scrigni preziosi da cui si schiudono tutte le storie del mondo, storie che possiamo leggere, modificare, completare, persino stropicciare perché ciascuno ‘Nella notte buia’ (libro cult di Munari) possa cercare se stesso, poco importa se tra le righe di un racconto o sotto l’erba di un prato disegnato… importa che leggendo tutti i lettori inseguano fino in fondo la piccola luce che s’intravede da lontano, e che qualcuno troverà forse nell’ultima pagina, forse a metà libro, forse solo in copertina, fino a capire quel mistero incongruo che succede ai lettori… che i libri, lo diceva Munari stesso, talvolta sono loro che leggono noi.

Un vorticoso gioco editoriale
Ma come nascono i progetti di questo editore che si è lasciato ispirare dal poliedrico Munari e che ha fatto del proprio catalogo un luogo di gioiose interferenze tra design, arte e illustrazione? “Nella realizzazione di ogni nostro progetto contenuto e contenitore sono pensati come aspetti complementari — ci dice Pietro Corraini, 35 anni, figlio di Marzia e Maurizio, i fondatori — e ogni volume è il risultato della globale rimessa in discussione di ciascun aspetto formale e contenutistico: le dimensioni, la carta, i materiali, la rilegatura, la copertina, la tipologia di stampa, la grafica, la selezione di testi e immagini”. Ogni libro insomma è un lavoro unico, un piccolo universo esclusivo, perché “il libro non è un mezzo per raccontare qualcosa ma uno spazio concettuale a disposizione dell’artista”.


Capolavori grafici in un Sedicesimo
Proprio come accade per la rivista bimestrale Un Sedicesimo, vera e propria galleria d’arte stampata, che l’editore affida di volta in volta ad artisti e designer diversi, i quali hanno un compito grafico ben preciso: creare un progetto di sedici pagine, unico e originale, con il solo vincolo del formato… sì perché anche la carta viene scelta di volta in volta sulla base del contenuto. Ogni numero diventa così un piccolo libro d’autore, dove una sola idea grafica celebra il suo trionfo. Ecco allora il Sedicesimo di Steven Heller & Louise Fili ricco di meravigliose suggestioni tipografiche, quello di Giulio Giacchetti ispirato a Guerra e pace, con le sagome da ritagliare per comporre (piegando una linguetta) un esercito pronto a combattere o, a scelta, un corteo della pace. Ecco il Sedicesimo di Tomi Um, illustratrice di Seoul, che si è cimentata in un’opera teatrale composta su un singolo foglio tipografico ripiegato su se stesso come fosse un poster e quella di Demian Conrad, che ha disegnato la sua storia direttamente sulle placche da stampa offset con la tecnica del dripping. “E c’è anche chi per il suo Sedicesimo — aggiunge Pietro Corraini — come Alexis Rom e Claude Marzotto, dello studio Alexis Rom Estudio Atelier Vostok, ha voluto lavorare interamente a mano le pellicole tipografiche tracciando e incollando forme ricavate da ritagli di carta.”



 
Stampatori pazienti e appassionati
Una bella prova per i vostri fornitori di stampa? La pazienza, ribatte Corraini, è la caratteristica dei tipografi. E aggiunge: “Noi abbiamo la fortuna di lavorare con tipografi capaci e appassionati e la qualità dei progetti che costruiamo è anche merito loro”. Del resto una produzione editoriale così articolata e ricca di spumeggianti invenzioni non potrebbe nascere se non da un lavoro di squadra, un lavoro che si nutre di curiosità e fascino della scoperta, leggerezza e voglia di sperimentare. “Soprattutto  passione — precisa Pietro — passione per il libro inteso come sintesi perfetta di forma e contenuto”.  E continua: “quando hai a che fare con artigiani, anche se si tratta di artigiani industriali, ciascuno contribuisce al prodotto con la sua passione e la sua creatività, ciascuno cerca soluzioni per fare in modo che l’idea di base diventi più forte e si realizzi nella maniera migliore, non è un caso dunque se il rapporto con i nostri collaboratori sia diventato nel tempo così stretto e familiare, tanto che accade spesso che alcuni dei nostri stampatori più assidui , quando installano una nuova tecnologia, ci chiamino per avvisarci delle nuove possibilità che si sono aperte: lo fanno perché loro stessi s’innamorano dei nostri progetti”

Una nicchia solida e produttiva
Un vero e proprio ecosistema di artisti e artigiani si muove intorno al lavoro di questa piccola casa editrice, nata a fianco dell’attività già consolidata della Galleria d’arte contemporanea, fondata a Mantova nel 1973, che oggi si nutre non solo delle attività di produzione e distribuzione, ma anche della gestione librerie a Milano, Bologna, Torino, dove spesso si svolgono iniziative collaterali, laboratori, incontri, piccole mostre. “Ci consideriamo un’officina” conclude Pietro Corraini “la nostra forza poggia su tanti aspetti: stampiamo in Italia ma distribuiamo in tutto il mondo, siamo molto attenti alle tirature, preferiamo ristampare se è necessario, ci proponiamo come progettisti di contenuti, raramente vendiamo i diritti di un libro, in questi anni siamo persino riusciti ad aprire librerie che si auto sostengono, distribuiamo direttamente e facciamo i conti con molta attenzione”. Che bravi.

 


21/03/2018


Idee